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Berlusconi: da parlamentarismo a presidenzialismo. A dittatura.

aprile 9, 2010

Solo ieri avevo pensato: “Forse questa volta dalle idee strambe ed eversive di Berlusconi potrebbe uscire qualcosa di buono per l’Italia”. Mi ero illuso che la maggioranza avrebbe tentato di intavolare una seria riforma istituzionale che, pur non essendo la priorità, avrebbe potuto essere discussa e magari, se ben fatta, avrebbe anche potuto trovare un accordo con l’opposizione. D’altronde da ormai molti anni, in tanti, chiedono qualche revisione. Certo, l’Italia potrebbe tranquillamente sopravvivere anche senza: lavoro, istruzione e welfare sono le tre priorità…non giustizia, intercettazioni e semi-presidenzialismo. Tuttavia, avevo pensato: se presidenzialismo dev’essere, che presidenzialismo sia.
Mi sono sbagliato. E, parafrasando, anzi copiando, un celebre titolo del giornale ‘Cuore’ dico: “Dopo un giro di consultazioni, la nostra serena analisi: HANNO LA FACCIA COME IL CULO”. Te pareva, che l’Imperatore Nostro avrebbe optato per una scelta di coscienza e responsabilità politica! Poteva scegliere tra: semi-presidenzialismo con maggioritario e doppioturno; presidenzialismo con maggioritario ed elezioni intermedie del parlamento. Invece no: come era prevedibile, fregandosene altamente di tutti i meccanismi di garanzia che DEVONO essere presenti in una forma di stato presidenziale, lui, vuole il semi-presidenzialismo alla francese, senza cambiare la legge elettorale e senza il doppioturno. In pratica, il popolo potrebbe eleggere un “Presidente della Repubblica” che sarebbe a tutti gli effetti capo dell’Esecutivo, il quale nominerebbe un “Primo Ministro” dai poteri molto limitati e ad agli sottoposto. Come in Francia. Anzi no, non come in Francia. Perchè?
Primo, perchè in Francia il parlamento non è assoggettato al carisma di un leader che lo mantiene in stato di schiavitù e lo obbliga ad operare a seconda delle sue personali voglie e necessità, creando una fortissima lesione della separazione dei poteri. E guarda un po’, in un semi-presidenzialismo, dovrebbe essere il parlamento a svolgere attività di controllo verso il Presidente, non il contrario.
Secondo, perchè in Francia c’è il doppioturno.
Inoltre, sarebbe assolutamente inammissibile attuare un semi-presidenzialismo, senza prima aver cancellato l’attuale legge elettorale, che da un forte premio di maggioranza e non ci permette di eleggere direttamente i parlamentari.
Se il semi-presidenzialismo verrà attuato così come auspicato da Berlusconi, i poteri nelle mani del futuro Presidente della Repubblica sarebbero assolutamente spropositati e sbilanciati. Inoltre, nell’eventualità per nulla remota che il primo Presidente della Repubblica del nuovo ordine divenga proprio Silvio Berlusconi, si creerebbe una figura con poteri addirittura centrali, quasi assolutisti, in grado di controllare contemporaneamente governo, parlamento e media. E pensare…che quella stessa persona, potrebbe al contempo essere immune davanti alla legge ( anche per qualsiasi grave reato come vorrebbe il Lodo Alfano) e controllare le procure dopo una separazione delle carriere.
Mi chiedo: una entità politica del genere, che controlli i tre poteri e i media, come lo chiamate, cari elettori del PDL? Democraticamente eletto, o dittatore?
Speriamo prevalga la linea finiana, di gran lunga più istituzionale e responsabile.

2 commenti

  1. Non giudico quasi mai positivamente i cambiamenti che avvengono ex abrupto, meno che mai quelli istituzuionali di una portata così elevata per il nostro Paese, anche perchè non saremmo nemmeno in grado di prevedere se non alcune delle conseguenze a cui una riforma sostanziale del genere potrebbe portare.
    La “macchina” statale odierna, a mio avviso, così come è stata congegnata dall’Assemblea Costituente del ’48 va più che bene, se le garanzie Costituzionali fossero rispettate. Lo studio attento del diritto costituzionale, infatti, permette (oltre le insopprimibili ed umane imprecisioni che un sistema può avere) di apprezzare quale sia stata quella volontà comune di creare un nuovo modello di Stato che si configurasse come alternativo ed opposto rispetto allo Stato fascista.
    Traspare il tentativo di creare un sistema praticamente perfetto (che poi tale non è, come accennavo, perchè imperfetta è la stessa natura umana) che è reso evidentissimo nella presenza di organi che dovrebbero essere indipendenti dalla politica, onde poter assicurare un giusto ed equilibrato assetto di “pesi e contrappesi”.
    Questa era la volontà comune dei politici cistituenti, di destra o di sinistra che fossero.
    A distanza di poco più di 60 anni, già tale assetto si vuole mutare…
    Le perplessità che emergono dal tuo articolo sono anche le mie.
    Purtroppo, già ci troviamo in un contesto istituzionale in cui le stesse garanzie costituzionali sono calpestate giorno dopo giorno da persone che hanno rispetto unicamente per il proprio ego personale…
    Mi chiedo: cosa succederebbe se si creasse un nuovo assetto? Quali dovrebbero essere i contrappesi al riguardo?
    Se già da certe importanti intercettazioni emerge che certe autorità indipendenti sono al servizio del Capo del Governo, quali linee dovrà mai avere il nuovo assetto statale?
    Chi si dovrebbe occupare degli aspetti per così dire “tecnici”? Gente come Alfano, che ha già dato prova della sua capacità di costruire norme giuridiche in totale difformità della Costituzione?
    Spero che, almeno su questo punto, la stessa maggioranza si divida e che l’opposizione non si dia per vinta…


    • Quanto è vero. C’è Fini che oppone un po’ di resistenza, però rimane sempre il fatto che alla fine, cede. Io non so se potermi fidare delle sue parole in veste di Presidente della Camera ma indipendentemente da questo, vedo solo in lui e nella corrente dei finiani la possibilità di proposte alternative nella maggioranza. E no, l’opposizione assolutamente non deve darsi per vinta.



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